Mostra fotografica ANMIL
NO! contro il dramma degli incidenti sul lavoro

Prima esposizione - Palazzo Valdina, Roma 



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Circa duecento persone hanno partecipato il 20 novembre 2008 al vernissage della mostra, che è rimasta aperta al pubblico fino al 3 dicembre 2008 nella suggestiva cornice del Complesso di Vicolo Valdina della Camera dei Deputati. Oltre al Presidente della Camera On. Gianfranco Fini, al Presidente Nazionale dell’ANMIL Pietro Mercandelli e al Direttore di Contrasto Roberto Kock, erano presenti vari esponenti delle istituzioni, tra cui il Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle “morti bianche” Sen. Oreste Tofani, il Presidente dell’INAIL Marco Fabio Sartori, l’On. Cesare Damiano (ex Ministro del Lavoro) e l’On. Giuseppe Giulietti.
“La sicurezza sul lavoro è una vera e propria emergenza nazionale, che le istituzioni devono affrontare con impegno rinnovato e convinta determinazione” – ha dichiarato il Presidente Fini, che si è intrattenuto per oltre un’ora visitando l’intera mostra e intrattenendosi con alcuni dei protagonisti dell’iniziativa, vittime del lavoro che hanno reso possibile questa iniziativa. Il Presidente della Camera ha inoltre sottolineato che “il lavoro è un valore fondante della nostra Repubblica; lo dice la Costituzione e non è una formulazione retorica: tutti i poteri pubblici, a partire dal Parlamento, devono intervenire con determinazione per eliminare i rischi sul lavoro. E non è sufficiente solo l'aggiornamento delle norme, ma serve una puntuale e costante verifica della loro applicazione: non ci deve essere nessuna attenuante per chi non fa nulla affinchè certi rischi siano evitati, pur essendone a conoscenza”.
Fini ha ricordato l'importanza del ruolo della scuola e dei mezzi di informazione nella prevenzione degli incidenti sul lavoro, ma ha affermato che “quando la prevenzione fallisce, la reazione dell'ordinamento deve essere celere e adeguata: gli infortunati e le loro famiglie non devono mai essere lasciati da soli e servono sostegni morali e materiali, perchè l'infortunio sul lavoro non è un fatto personale ma una questione collettiva che riguarda le coscienze prima ancora che la legislazione”.

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foto di Guglielmo Rota/True Art >>